Lavoro all’aperto e caldo: quando scatta il divieto e cosa deve fare l’azienda

Sicurezza sul lavoro · Rischio calore

Ogni estate diverse Regioni vietano il lavoro all'aperto nelle ore più calde per proteggere i lavoratori dallo stress termico. Ecco come capire, giorno per giorno, se il divieto è attivo e quali obblighi restano sempre in capo al datore di lavoro.

La regola da ricordare

Il divieto non è permanente né automatico: si attiva solo nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio segnala un livello “Alto”.

La verifica giornaliera in 3 passi

Da fare ogni giorno lavorativo, prima di iniziare le attività all'aperto.

PASSO 1

Apri la mappa
Vai su worklimate.it (progetto INAIL-CNR), sezione Previsioni.

PASSO 2

Imposta il profilo
“Lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa”, ore 12:00.

PASSO 3

Leggi il livello
Individua la tua area e annota il rischio del giorno.

Rischio non alto

Si lavora regolarmente, applicando comunque le misure di prevenzione (acqua, pause, ombra, organizzazione del lavoro).

Rischio “Alto”

Stop al lavoro all'aperto nella fascia 12:30–16:00, salvo misure organizzative alternative dove l'ordinanza lo consente.

DOCX

Scarica la procedura aziendale

Modello in formato Word, liberamente modificabile: compila i campi della tua azienda, falla sottoscrivere e distribuiscila ai lavoratori. Include il registro giornaliero dei controlli.


Scarica la procedura in Word

Quando scatta il divieto

Le ordinanze regionali fissano un meccanismo ormai omogeneo: il blocco delle lavorazioni all'aperto si applica solo nelle giornate in cui la mappa previsionale di Worklimate indica un rischio “Alto” per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. La fascia oraria interdetta più diffusa è quella tra le 12:30 e le 16:00, ma periodo e dettagli variano da Regione a Regione: fa fede sempre l'ordinanza del proprio territorio.

Settori più frequentemente coinvolti

Agricoltura

Agricoltura e florovivaismo.

Edilizia

Cantieri edili e attività affini.

Cave

Attività estrattive all'aperto.

Logistica e rider

Piazzali di deposito merci e, nelle ordinanze più recenti, la consegna con mezzi a pedalata anche assistita.

Gli obblighi del datore di lavoro

Le ordinanze non sostituiscono gli obblighi generali di sicurezza. Anche dove il divieto non scatta, il rischio da microclima severo caldo va valutato e gestito per tutto il periodo estivo.

  • Valutare il rischio caldo nel DVR e definire le misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate.
  • Verificare ogni giorno il livello di rischio sulla mappa e comunicarlo a preposti e lavoratori prima dell'inizio o della ripresa delle attività.
  • Sospendere le lavorazioni nella fascia interdetta nei giorni a rischio alto, oppure adottare misure alternative idonee dove consentito.
  • Informare e formare il personale su sintomi del colpo di calore e comportamenti corretti, con attenzione ai lavoratori più suscettibili.
  • Documentare le verifiche e le misure adottate (registro giornaliero).

Cosa fare nelle giornate a rischio “Alto”

Quando la mappa segnala rischio alto, la prima misura è la sospensione delle lavorazioni esposte nella fascia interdetta. In alternativa, e solo dove l'ordinanza regionale lo consente, si può proseguire adottando misure che riducano in modo efficace l'esposizione:

  • anticipare l'orario alle prime ore del mattino e spostare le lavorazioni più gravose fuori dalla fascia calda;
  • aumentare le pause in zone ombreggiate o climatizzate, con acqua sempre disponibile;
  • ruotare i lavoratori e ridurre l'impegno fisico individuale;
  • fornire abbigliamento tecnico traspirante e DPI idonei;
  • attivare il “sistema del compagno” per riconoscere precocemente i sintomi da calore.

Sanzioni

Il mancato rispetto del divieto comporta le conseguenze previste dall'art. 650 del Codice Penale, salvo che il fatto costituisca reato più grave. Le responsabilità possono riguardare sia il datore di lavoro sia i preposti che abbiano omesso i controlli o non abbiano sospeso le attività nelle fasce interdette.

Sospensione del lavoro: il sostegno al reddito

In caso di stop per le temperature elevate, le imprese possono attivare gli ammortizzatori sociali per eventi oggettivamente non evitabili: la Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO) per i settori interessati e la CISOA per l'agricoltura. Le domande si presentano tramite il portale INPS con la causale pertinente (“evento meteo – temperature elevate” oppure “sospensione per ordine della Pubblica Amministrazione” in presenza di ordinanza).

Contenuto informativo a cura di Net S.r.l.. Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza sul caso specifico: periodo, fasce orarie, settori e deroghe sono stabiliti dall'ordinanza della singola Regione, che va sempre verificata. Per assistenza nell'adattamento della procedura alla tua azienda: info@netsrl.net