Corso di Formazione : Il potere degli algoritmi nella rivoluzione 4.0
Abstract
In questo corso vengono mostrati algoritmi famosi e meno famosi che hanno influenzato la tecnologia dell’informazione e le nostre vite: dall’algoritmo di Euclide ai Cammini Minimi (shortest path), dagli algoritmi di Google e Facebook ai problemi di Consenso nei Sistemi Distribuiti propri delle Blockchain, dagli algoritmi di AI agli algoritmi per la Rivoluzione 4.0.
La nostra vita è condizionata da centinaia di algoritmi e dalle decisioni che essi prendono per noi e su di noi; sta a noi scegliere se gli algoritmi li vogliamo subire, utilizzare, conoscere o progettare.
La realizzazione di alcuni algoritmi mediante il linguaggio Python, i suoi moduli e le sue librerie ci permetteranno di capire come funziona realmente un linguaggio di programmazione; conosceremo anche le piattaforme e gli strumenti di sviluppo più diffusi tra i programmatori.
L’obiettivo del corso è quello di far scoprire il motore delle tecnologie che hanno rivoluzionato il mondo e porre le basi per nuove idee e progetti.
Programma del corso
Modulo uno – durata 8 ore – 97€
1. Dalle informazioni alla conoscenza a. Un po’ di storia…
i. 1962 – The future of Data Analysis
ii. La memoria del mondo – Italo Calvino
iii. Da Bruno de Finetti agli Open Data
iv. Il caso dei supermercati Market
b. L’entropia dell’informazione e la misura dell’informazione
2. Dal problema all’algoritmo e alle strutture dei dati
3. Gli algoritmi classici
4. La complessità
a. Maggiore complessità maggiore costo
Modulo due – durata 8 ore – 97€
I ferri del mestiere
Analisi dei principali linguaggi di programmazione e focus su Python
Gli strumenti e le piattaforme di sviluppo (Anaconda)
Strumenti per la gestione delle versioni (GIT)
Problemi di ottimizzazione
Allocazione di risorse (merci in un magazzino)
Scheduling (ordinamento temporale)
Pianificazione di investimenti
Distanza minima: (trovare il percorso minimo e l’algoritmo di Floyd-Warshall)
Algoritmi ricorsivi
Due conigli su un isola deserta
Dividi et impera
Programmazione dinamica
Problemi decisionali
Problemi di ricerca
Problemi di ottimizzazione
L’algoritmo di Mr. Greedy
Modulo tre – durata 8 ore – 97€
Cosa cambierà con il Quantum Computing
Complessità negli algoritmi quantistici
Algoritmo di Grover
Algoritmo di fattorizzazione di Shor
Algoritmi per la blockchain
a. Algoritmi crittografici di Hash
b. Il teorema CAP
c. Il problema dei Generali Bizantini
d. Problemi di consenso nei Sistemi Distribuiti
Gli algoritmi nella rivoluzione 4.0
Per la partecipazione di ogni modulo è richiesto un proprio PC personale in quanto non fornito.
Ogni Modulo ha durata di 8 ore per Iscrizioni ed informazioni sulle date di effettuazione : formazione@netsrl.net. Per l’iscrizione a più moduli sono previsti sconti in fase di pagamento.
il nuovo modello OT23 INAIL – Riduzione premio Inail. Come funziona?
È disponibile sul portale dell’Istituto il modello OT23, che sostituisce il precedente OT24 ed è utilizzabile dalle aziende fino al 29 febbraio 2020. Tra le novità, gli interventi migliorativi per il reinserimento lavorativo degli infortunati da lavoro e l’inclusione dell’adozione delle prassi di riferimento, validate nel 2018, per imprese del settore edilizio e per le micro e piccole imprese artigiane
È stato pubblicato sul sito dell’Inail il nuovo modello OT23, utile per le istanze di riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione, consultabile e scaricabile insieme alla guida per la sua corretta compilazione. Il nuovo modello sostituisce il precedente, comunemente conosciuto come OT24, che aveva la sua fonte normativa nell’art.24 del decreto ministeriale 12 dicembre 2000.
La richiesta va presentata non oltre il 29 febbraio 2020. La materia è ora regolata dall’art. 23 delle Modalità di applicazione delle Tariffe dei premi approvate con decreto interministeriale 27 febbraio 2019, che indica così la nuova denominazione del modulo. Come per il precedente, anche il modello OT23 riguarda lo sconto dei premi assicurativi per interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, adottati dalle imprese assicurate nel 2019, in aggiunta a quelli previsti dalla normativa vigente in materia. La scadenza della domanda di riduzione può essere richiesta a prescindere dall’anzianità dell’attività lavorativa e va inoltrata telematicamente entro il 29 febbraio 2020.
sistema di gestione Sgsl
Quali sono gli interventi migliorativi. Nel modulo di domanda l’Inail indica e predefinisce le azioni e i miglioramenti considerati validi per ottenere il beneficio richiesto. Gli interventi sono articolati in 5 sezioni e sono distinti in: interventi di carattere generale (A), di carattere generale ispirati alla responsabilità sociale (B), trasversali (C), settoriali generali (D) e settoriali (E).
Dalla segnalazione dei quasi infortuni al Premio “Imprese per la Sicurezza”, una breve selezione degli interventi. Scorrendo attraverso le sezioni del modulo, tra i molti esempi di interventi ritenuti meritevoli per la richiesta di riduzione sono riportati l’adozione o il mantenimento di sistemi di gestione della sicurezza sul lavoro idoneamente certificati, le asseverazioni rilasciate da organismi paritetici, la segnalazione di quasi infortuni o di mancati incidenti sul lavoro, le iniziative di formazione adottate, le agevolazioni sociali concesse ai lavoratori, le convenzioni stipulate con le Asl per le campagne contro il fumo, l’abuso di alcool e di sostanze stupefacenti, e di adozione di corretti stili di alimentazione. Anche la partecipazione al premio “Imprese per la sicurezza”, promosso e organizzato annualmente da Inail e Confindustria in collaborazione con Apqi e Accredia, rientra tra gli esempi positivi citati nel modulo.
Tra le novità anche le misure migliorative per il reinserimento degli infortunati da lavoro. All’interno del nuovo modello OT23 sono da segnalare l’introduzione di alcuni nuovi interventi di miglioramento come quelli previsti nella sezione C. Si riferiscono al reinserimento lavorativo di dipendenti affetti da disabilità da lavoro, alle modalità del servizio di trasporto da casa al lavoro per i lavoratori in orario notturno, e alla realizzazione di interventi per contrastare il verificarsi di rapine.
Nuova anche l’adozione delle prassi di riferimento Rsi per edilizia e artigianato. Altra novità del modello OT23 è l’inclusione, tra gli interventi di carattere generale ispirati alla Responsabilità Sociale delle Imprese (Rsi) nella sezione B, delle prassi di riferimento Uni/PdR 49:2018 (costruzioni) e Uni/PdR 51:2018 (micro e piccole imprese). La prima, pubblicata il 5 novembre 2018 a cura di Ance Lombardia e Uni (Ente italiano di normazione), fornisce delle linee guida utili all’applicazione pratica della Rsi nell’ambito del settore edile.
Uno strumento di autovalutazione per piccole e medie aziende. Nella seconda prassi, resa pubblica il 27 novembre 2018 da Confartigianato Imprese Lombardia e Uni, sono esposte le linee guida valide per essere applicate nell’ambito delle micro e piccole imprese e delle imprese artigiane, ovvero a valore artigiano; la stessa prassi offre inoltre una serie di indicatori a supporto dell’autovalutazione delle imprese rispetto alle dimensioni dell’ambiente, della governance e del sociale.
Le due prassi nel solco del modello generale Rsi della guidance Uni Iso 26000. Entrambe le prassi seguono il modello di responsabilità sociale promosso dalla Uni Iso 26000, guidance sulla responsabilità sociale delle organizzazioni pubblicata dall’Iso nel 2010, e ad oggi unico standard in materia di Rsi valido a livello internazionale.
Come si assegna il punteggio. A ogni intervento realizzato viene assegnato un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso occorre averne compiuti in numero tale che la somma dei rispettivi punteggi sia pari almeno a 100. Generalmente, per raggiungere i 100 punti richiesti è possibile selezionare interventi di qualunque sezione del modulo, ad eccezione di quelli riferiti alla responsabilità sociale delle imprese, nella cui sezione specifica (B) la soglia del punteggio massimo deve essere raggiunta senza ulteriori cumuli.
Gli allegati da presentare. La documentazione certificante l’avvenuto intervento deve essere presentata insieme alla domanda. I documenti devono riportare la data e la firma del datore di lavoro, ma, a seconda degli interventi, anche di altri soggetti idonei. Per quanto attiene alle azioni riguardanti l’implementazione oppure l’adozione di “procedure”, oltre a data e firma sono necessarie anche l’esplicitazione dei contenuti e delle evidenze documentali di attuazione riferite all’anno 2019.
Il mobbing può ricorrere anche se il lavoratore ha atteggiamenti ostili e la conflittualità è reciproca: Cassazione Civile, Sez. Lav., 12 luglio 2019 n.18808
La Suprema Corte ha stabilito che “non è vero che per configurare il mobbing (o lo straining) quali comportamenti vessatori nei confronti del dipendente sia necessario che non ricorra conflittualità reciproca.”
Secondo la Corte, “infatti, pur a fronte (in via di mera ipotesi) di atteggiamenti ostili del lavoratore, il datore di lavoro non è certamente legittimato ad indursi a comportamenti vessatori. Egli può infatti senza dubbio esercitare i propri poteri direzionali ex art.2104 c.c., comma 2, come anche, nel caso, i poteri disciplinari, ma nei limiti stabiliti dalla legge e comunque nel rispetto di un canone generale di continenza, espressivo dei doveri di correttezza propri di ogni relazione obbligatoria, tanto più se destinata ad incidere continuativamente sulle relazioni interpersonali.”
Mobbing
Il tema dello straining è piuttosto interessante proprio in un mondo che sta andando verso una civiltà di colletti bianchi che trasformano il lavoro manuale in servizio. Quindi ci chiediamo sempre più spesso cosa è il mobbing lavoro, o quale sia il mobbing significato. Sappiamo che le distinzioni sono molte, ad esempio esiste il mobbing orizzontale, il mobbing verticale relativamente alle dinamiche tra personale su diversa o su pari scala gerarchica.
Esiste un mobbing lavorativo ed uno stalking lavoro correlato. Esiste un mobbing sul lavoro ed uno stalking sul lavoro. Insomma il mobbing reato si sta guadagnando l’onore delle cronache e dell’attenzione pubblica, sopratutto tra gli psicologi del lavoro che ne studiano cause ed effetti.
Quindi siamo tra mobbing significato e mobbing definizione alla ricerca di un modo per rendere il luogo di lavoro un posto confortevole dove i conflitti siano il più possibile pacati e sedati nelle opportune sedi.
L’ultima riflessione che potremmo definire del mobbing cosa fare quando ci troviamo di fronte ad una denuncia per mobbing nel nostro luogo di lavoro?
Ma vediamo nel dettaglio questa interessante pronuncia della cassazione, perché quando la denuncia va avanti ed il rapporto si incancrenisce non deve stupire che si arrivi fino al terzo grado di giudizio.
Gli elementi costitutivi e le fonti della responsabilità: Cassazione Civile, Sez. Lav., 4 giugno 2019 n.15159
Secondo questa sentenza di Cassazione “gli orientamenti oramai consolidati di questa Corte sono […] nel senso che:
– è configurabile il M. lavorativo ove ricorra l’elemento obiettivo, integrato da una pluralità continuata di comportamenti dannosi interni al rapporto di lavoro e quello soggettivo dell’intendimento persecutorio nei confronti della vittima (Cass. 21 maggio 2018, n.12437; Cass. 10 novembre 2017, n.26684);
– è configurabile lo straining,quale forma attenuata di mobbing, quando vi siano comportamenti stressogeni scientemente attuati nei confronti di un dipendente, anche se manchi la pluralità delle azioni vessatorie (Cass. 10 luglio 2018, n.18164) o esse siano limitate nel numero (Cass. 29 marzo 2018, n.7844), ma comunque con effetti dannosi rispetto all’interessato”.
Ai fini dell’affermazione della responsabilità, inoltre, la Corte da un lato ricorda che è sufficiente l’elemento soggettivo della colpa e dall’altro ribadisce quale sia il discrimine che separa l’area della responsabilità dall’area della non responsabilità.
Secondo i più recenti orientamenti della Cassazione, infatti, “è comunque configurabile la responsabilità datoriale a fronte di un mero inadempimento – imputabile anche solo per colpa – che si ponga in nesso causale con un danno alla salute (ad es. applicazione di plurime sanzioni illegittime: Cass.20 giugno 2018, n.16256; comportamenti che in concreto determinino svilimento professionale: Cass.20 aprile 2018, n.9901), fermo restando che si resta al di fuori della responsabilità ove i pregiudizi derivino dalla qualità intrinsecamente ed inevitabilmente usurante della ordinaria prestazione lavorativa (Cass.29 gennaio 2013, n.3028) o tutto si riduca a meri disagi o lesioni di interessi privi di qualsiasi consistenza e gravità, come tali non risarcibili (Cass., S.U., 22 febbraio 2010, n.4063; Cass., S.U., 11 novembre 2008, n.26972).”
Mobbing
Questa recente pronuncia ricorda poi una delle caratteristiche più peculiari del mobbing.
Infatti, secondo la Corte, “nelle prime due situazioni (mobbing e straining)” sussistono “fonti di responsabilità che possono derivare non solo da inadempimenti,ma anche da comportamenti interni al rapporto di lavoro che, se singolarmente valutati, potrebbero anche essereastrattamente legittimi o relativi ad altrimenti normali conflitti interpersonali, rispetto ai quali è l’intenzionalità (vessatoria o stressogena) a qualificare l’accaduto come illecito contrattuale diretto (ove il datore di lavoro sia autore o partecipe della dinamica vessatoria) o indiretto (se siano altri lavoratori a tenere il comportamento illegittimo ed al datore si possa imputare di non averlo impedito).”
La distinzione tra mobbing e straining e la rilevanza delle diverse qualificazioni processuali: Cassazione Civile, Sez. Lav., 10 luglio 2018 n.18164
In questa sentenza la Cassazione precisa che“questa Corte ha già affermato, con indirizzo cui il Collegio intende dare continuità, che lo straining altro non è se non una forma attenuata di M. nella quale non si riscontra il carattere della continuità delle azioni vessatorie, azioni che, peraltro, ove si rivelino produttive di danno all’integrità psico-fisica del lavoratore, giustificano la pretesa risarcitoria fondata sull’art.2087 cod. civ., norma di cui da tempo è stata fornita un’interpretazione estensiva costituzionalmente orientata al rispetto di beni essenziali e primari quali sono il diritto alla salute, la dignità umana e i diritti inviolabili della persona, tutelati dagli artt.32, 41 e 2 Cost. (v. Cass. 4 novembre 2016, n. 3291 e la recente Cass. 19 febbraio 2018, n. 3977)”.
A fini processuali (ma anche di inquadramento sistematico delle due fattispecie), la sentenza sottolinea che “nelle decisioni citate è stato precisato che non integra violazione dell’art.112 cod. proc. civ. l’aver qualificato la fattispecie come straining mentre in ricorso si sia fatto riferimento al mobbing, in quanto si tratta soltanto di adoperare differenti qualificazioni di tipo medico-legale, per identificare comportamenti ostili, in ipotesi atti ad incidere sul diritto alla salute, costituzionalmente tutelato, essendo il datore di lavoro tenuto ad evitare situazioni “stressogene” che diano origine ad una condizione che, per caratteristiche, gravità, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto possa presuntivamente ricondurre a questa forma di danno anche in caso di mancata prova di un preciso intento persecutorio (sul punto, la già citata Cass. n.3291/2016 e la più recente Cass. 29 marzo 2018, n.7844)”.
Mobbing
Sentenze analizzate :
Corte di Cassazione Civile, Sez. Lav. – Sentenza n. 18808 del 12 luglio 2019 – Mobbing: pur a fronte di atteggiamenti ostili del lavoratore, il datore di lavoro non è certamente legittimato a porre in essere comportamenti vessatori
Corte di Cassazione Civile, Sez. Lav. – Sentenza n. 15159 del 04 giugno 2019 – Risarcimento danni da mobbing. La malattia psichica non esonera il datore di lavoro da responsabilità ex art. 2087 c.c.
Corte di Cassazione Civile, Sez. Lav. – Sentenza n. 18164 del 10 luglio 2018 – Mobbing e straining
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Corso guida trattore e rischi macchine agricole
Corso di formazione a norma dell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 il quale prevede, per poter utilizzare specifiche attrezzature nel settore agricolo (quali ad esempio trattrici agricole, carrelli semoventi a braccio telescopico e di tipo industriale).
Corso Macchine Agricole. Formazione Sicurezza Lavoro a Torino
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AGGIORNAMENTO DELLA FORMAZIONE PER GLI ADDETTI ALLA CONDUZIONE DI TRATTORI AGRICOLI O FORESTALI A CINGOLI Il corso di aggiornamento previsto dall’Accordo Stato-Regioni per gli addetti alla conduzione di trattori agricoli o forestali a cingoli è rivolto a tutti coloro che durante lo svolgimento del proprio lavoro utilizzano questo tipo di attrezzatura.
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Normativa di Riferimento L’aggiornamento della formazione per i lavoratori addetti alla conduzione di carrelli elevatori industriali semoventi con conducente a bordo, altrimenti detti “carrellisti” o “mulettisti è sancito dall’art. 73 del D.Lgs 81/08 Testo Unico in materia di sicurezza sul Lavoro.
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Sicurezza delle attrezzature. Formazione sicurezza lavoro
Il corso è rivolto agli addetti aziendali alla conduzione di apparecchi di sollevamento (es. gru a torre).
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In base all’Art.73 comma 5 del D.Lgs 81/08 e dell’Accordo Stato Regioni, gli Addetti alle piattaforme elevabili PLE.
Corsi Formazione sicurezza sul Lavoro.
Corsi RSPP TORINO – Datore di Lavoro
Il corso RSPP Torino di formazione per il datore di lavoro che vuole assumere in proprio le funzioni di RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) è eseguito ai sensi del comma 2, art 34 del D.Lgs n.81/2008.
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Corso di aggiornamento RSPP
La normativa inerente la formazione sulla sicurezza sul lavoro obbliga il datore di lavoro che svolge direttamente il ruolo di RSPP a provvedere alla propria formazione e all’aggiornamento continuo.
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Il corso di formazione per il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ai sensi del D.Lgs n.81/2008 , il corso si pone come obiettivo l’acquisizione delle conoscenze fondamentali per l’esercizio della funzione di Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
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Addestramento e Formazione delle Attrezzature da Lavoro: Tutto Quello che Devi Sapere
Indice
Cosa prevede la normativa italiana sull’addestramento
Differenza tra formazione e addestramento
Quali attrezzature richiedono una preparazione specifica
Come organizzare corsi efficaci in azienda
Il supporto di Net Srl a Torino per la tua sicurezza
In Breve
Rif. Art.71 D.Lgs 81/08.
L’addestramento e la formazione per l’uso delle attrezzature da lavoro sono obblighi previsti dalla normativa italiana, in particolare dal Decreto Legislativo 81/2008. Questo articolo ti spiegherà cosa prevede la legge, quali attrezzature necessitano di preparazione e come organizzare tutto al meglio, soprattutto se operi a Torino. Con Net Srl, esperti in sicurezza sul lavoro, puoi avere consulenze su misura per essere in regola e proteggere il tuo team.
Approfondimento
1. Cosa prevede la normativa italiana sull’addestramento
Il Decreto Legislativo 81/2008, noto come “Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro”, stabilisce che chi usa attrezzature specifiche deve essere adeguatamente formato e addestrato. L’obiettivo? Ridurre i rischi di infortuni, un aspetto fondamentale in città come Torino, dove molte aziende operano con macchinari complessi. La legge non è solo un obbligo, ma un modo per garantire che tutti lavorino in sicurezza.
2. Differenza tra formazione e addestramento
Spesso si confondono, ma non sono la stessa cosa:
Formazione: È teorica, serve a capire rischi, regole e procedure (es. corsi in aula o online).
Addestramento: È pratico, si concentra sull’uso concreto delle attrezzature (es. esercitazioni sul campo). Entrambi sono obbligatori per alcune attrezzature e devono essere documentati. A Torino, dove il settore industriale è vivo, combinarli è la chiave per un team preparato.
3. Quali attrezzature richiedono una preparazione specifica
Non tutte le attrezzature necessitano di corsi, ma alcune sì, secondo l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012. Tra queste:
Carrelli elevatori (muletti)
Piattaforme di lavoro elevabili (PLE)
Gru e macchine movimento terra
Trattori agricoli o forestali Se la tua azienda torinese usa uno di questi mezzi, devi organizzare addestramento e formazione: è la legge, ma anche buon senso.
4. Come organizzare corsi efficaci in azienda
Ecco come fare:
Valuta le esigenze: Identifica quali attrezzature usi e chi le gestisce.
Scegli un ente qualificato ed accreditato: I corsi devono essere tenuti da formatori accreditati come NET Srl.
Pianifica sessioni pratiche: L’addestramento sul campo è essenziale.
Rilascio attestati: Ogni lavoratore deve ricevere un documento valido e solo quelli emessi da Enti Accreditati lo Sono (verifica sempre che l’Ente erogatore sia regolarmente accreditato).
Aggiornamenti: La legge prevede richiami periodici (es. ogni 5 anni per i muletti). A Torino, dove la produttività è alta, un’organizzazione ben fatta evita sprechi di tempo e problemi legali.
5. Il supporto di Net Srl a Torino per la tua sicurezza
Se sei a Torino e vuoi garantire addestramento e formazione impeccabili per le tue attrezzature da lavoro, Net Srl è il partner giusto accreditato presso la Regione Piemonte. Con sede nel capoluogo piemontese, offriamo consulenze personalizzate, corsi accreditati e supporto per rispettare il Decreto 81/2008. Contattaci al 011.8227880 o a info@netsrl.net per una valutazione: rendiamo la tua azienda più sicura e conforme alla normativa.
Domande più frequenti sull’argomento
Quali attrezzature richiedono addestramento a Torino? Quelle elencate nell’Accordo Stato-Regioni, come muletti e gru, molto usate nelle industrie torinesi.
La formazione per le attrezzature è obbligatoria per legge? Sì, il Decreto 81/2008 lo impone per le attrezzature specifiche: senza, rischi sanzioni.
Quanto dura un corso per carrelli elevatori? Di solito 12 ore (8 teoria + 4 pratica), con aggiornamenti ogni 5 anni.
Posso organizzare l’addestramento da solo nella mia azienda torinese? No, serve un ente accreditato, ma Net Srl può gestire tutto per te.
Cosa succede se un dipendente usa un muletto senza formazione? Rischi infortuni, multe e responsabilità legali: meglio prevenirlo con un corso.
Contatti e Invito all’Azione
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La disciplina e l’applicazione delle prescrizioni del metodo HACCP e del Pacchetto Igiene sono assolutamente obbligatori per tutti gli operatori del settore alimentare a qualsiasi titolo siano essi coinvolti.
Si fa riferimento al sistema di autocontrollo igienico HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) – Pacchetto Igiene secondo la Direttiva 852/2004 e CE 178/2002
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Infatti le funzioni coinvolte nel processo alimentare devono adottare criteri e principi assolutamente scrupolosi sopratutto sulla tracciabilità e rintracciabilità ultimamente anche utilizzando strumenti come la Blockchain ed il Registro Condiviso.
Chi sono i soggetti coinvolti nell’applicazione di queste normative sugli alimenti?
L’applicazione del metodo HACCP è obbligatoria per tutte le aziende che abbiano a che fare con gli alimenti.
Quindi per semplificare:
Produttore
Trasportatore
Trasformatore
Stoccatore o Distributore
Venditore
ogni altro soggetto che manipoli o utilizzi l’alimento come semilavorato o come componente di processo di altri alimenti
Per rispettare tali obbligo, per ogni funzione sopra descritta devono essere rispettati i macro-processi sotto descritti :
Effettuare una valutazione del rischio in rapporto con l’attività svolta
Individuare i punti critici (cioè quelli dove si può sviluppare un rischio) HACCP
Formare il personale addetto
Effettuare un Piano di Autocontrollo che monitori i punti critici individuati
predisporre le idonee Procedure accessorie
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Consulenza HACCP e Pacchetto Igiene A TORINO
Net si occupa di supportare l’Impresa nel rispetto degli impegni che rendono conforme il processo alla richiesta normativa.
Nello specifico hccp corso oppure corsi di haccp sono una parte fondamentale dell’applicazione del metodo.
Quindi sicurezza alimentare vuol dire adottare il controllo di tutti i prodotti e processi connessi che entrano a far parte della filiera produttiva, in un percorso che segue l’alimento dal produttore al consumatore.
Il Regolamento (CE) 178/2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare e che istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa come fondamentale la tracciabilità e la rintracciabilità dei prodotti in quanto questo permette di “seguire” e qualsiasi prodotto, lungo tutta la filiera produttiva.
La tracciabilità di un alimento si costruisce seguendo la traccia di tutti i passaggi che fa nel percorso della filiera, dalla raccolta fino al consumo finale, passando per i trasformatori e distributori.
Tutte le informazioni che si raccolgono in questo percorso vanno a costituire la documentazione che accompagna l’alimento. La rintracciabilità dà “la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione”.
Per fare questo è necessario, che tutto ciò che entra a far parte della catena alimentare conservi traccia della propria storia, in modo da seguire tutti i passaggi di produzione che partono dalle materie prime e terminano con il prodotto finito e quindi con l’erogazione al consumatore.
Lo scopo ultimo della raccolta di tutta la documentazione di ogni prodotto da parte di tutti gli operatori coinvolti nei processi di produzione è quello di garantire la sicurezza e il monitoraggio delle precauzioni per tutti i prodotti immessi sul mercato.
Il sistema di rintracciabilità è favorito dall’adeguata etichettatura di tutti i lotti di prodotto, che riportano le informazioni identificative di quel gruppo di prodotti data di produzione, data di scadenza, tipo di prodotto, ingredienti, lotto di appartenenza, produttore, trasportatore, trasformatore, detentore, venditore ecc… fino al consumatore finale.
Ogni operatore del settore alimentare deve essere in grado di individuare chi ha fornito qualsiasi alimento o mangime o sostanza che entrerà a far parte di un prodotto finito.
Allo stesso modo gli operatori devono essere in grado di individuare le imprese alle quali hanno fornito i proprio prodotti.
Per fare questo è necessario avvalersi di procedure che consentono di risalire facilmente al “punto critico” della catena di produzione e monitorarlo.
In caso di problemi conclamati deve essere massima la cooperazione tra produttori o fornitori, autorità competenti e qualsiasi esercizio presenti in magazzino il prodotto sospetto. Con l’operazione di ritiro dal mercato ci si riferisce a tutte le azioni possibili per impedire la distribuzione e l’offerta al Consumatore di un prodotto non conforme ai requisiti di sicurezza alimentare.
Net può aiutare le aziende ad assolvere a tutte queste fasi, dalla Valutazione dei Rischi fino alla Predisposizione dei Manuali di Autocontrollo e alla Formazione specifica.
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CORSO DI FORMAZIONE HACCP
A puro titolo di esempio gli argomenti del Corso di Formazione obbligatorio prevedono:
Sistema HACCP : cosa è, e come funziona, quali sono i principali obblighi,
Il controllo visivo
Controlli di Filiera
Gestione dei Lotti e consapevolezza delle norme del Settore
La verifica della merce immagazzinata
Norme igieniche basilari
Elementi di Microbiologia generale
Elementi di Tossicità Alimentare
Valutazione e controllo temperature e microclima
Argomenti di microbiologia alimentare
Nozioni di chimica merceologica
Igiene delle strutture, attrezzature e igiene personale
Approfondimenti sul quadro normativo
Le relazioni con i vari soggetti coinvolti nel processo alimentare
Il corso per gli operatori del settore alimentare ha durata di 8 ore, l’aggiornamento di 4 ore.
Per iscrizioni ed informazioni chiamaci allo 011 8227880 – e-mail : formazione@netsrl.net
EIPASS sostiene la diffusione della cultura digitale e il principio di Lifelong Learning su cui basa i propri programmi internazionali di certificazione.
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eiPass è sinonimo di certificazione europea ed è attestato di informatica.
E’ un certificato internazionale (o attestato) che afferma conoscenze specifiche riguardanti il mondo del lavoro, dell’istruzione e dell’informatica conforme alle nuove dinamiche digitali.
I corsi offrono programmi specifici sulle competenze digitali più richieste per ampliare la cultura informatica sia nella scuola che nel lavoro. Un formazione online per rispondere a bisogni reali e per aiutare la gestione dell’apprendimento e dello studio attraverso le nuove tecnologie.
Una serie di corsi sempre aggiornati per sopperire alle richieste del mercato lavorativo e dell’educazione sempre in continua evoluzione.
eiPASS Cosa vuol dire
EIPASS è l’acronimo di European Informatic Passport (il passaporto europeo dell’informatica) comunemente in alcune sue forme viene erroneamente definito patentino del computer o patente europea scambiandolo con il corrispettivo attestato di altre entità. Ma l’ente EIPASS è molto di più che una certificazione internazionale del computer.
In ogni suo corso di formazione sia esso certificazione o corso online con attestato di frequenza EIPASS si prefigge il compito di garantire una formazione costante per una carriera di successo.
“Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione.”
Come iscriversi ai corsi
È possibile iscriversi ai corsi direttamente online. Tramite le pagine dedicate basterà cliccare sul link ISCRIVITI ONLINE e lasciando i propri dati effettuare il pagamento del corso a cui si è interessati. In seguito si riceveranno entro 4 ore lavorative le credenziali di accesso per la piattaforma DIDASKO dove incominciare ad acquisire e migliorare le proprie competenze informatiche.
È possibile iscriversi anche con la carta del docente o in via eccezionale bonifico bancario.
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come funziona
I corsi sono interamente forniti sulla piattaforma online DIDASKO, all’interno di ogni corso saranno presenti video-lezioni con esperti dell’argomento, E-book scaricabili, slides e test di autovalutazione ripetibili.
Il materiale è disponibile 24 ore su 24 e aggiornato periodicamente per garantire competenze a passo con i tempi.
Quanti punti vale EIPASS
Con l’introduzione del decreto n.374 del 1 giugno 2017 le certificazioni informatiche rilasciate da qualsiasi ente accreditato possono essere riconosciute fino ad un massimo di 2 punti.
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Non esiste una differenza del punteggio per l’insegnamento tra patente europea ma in base al livello di competenze della certificazione rilasciata e alle ore della stessa. In questo caso è possibile vedere come una certificazione EIPASS+Corso avanzato LIM garantiscano 2 punti nell’ambito del bando pubblicato per l’aggiornamento delle graduatorie docenti di II e III fascia 2017-2020.
La valutazione delle Certificazioni EIPASS cambia per la qualifica del Personale ATA in riferimento alle tabelle ministeriali D.M. n.640 – del 30/08/2017
Il punteggio della certificazione informatica varia a seconda del profilo per il quale si concorre:
Fino ad un massimo di 0,60 punti per i profili di assistenti amministrativi, assistenti tecnici, cuochi o di infermieri;
Fino ad un massimo di 0,30 punti per i profili collaboratori scolastici, addetti alle aziende agrarie e guardarobieri.
EIPASS : ecco perché scegliere la certificazione informatica EI PASS
eiPass fornisce una formazione completa e specifica in base alla propria esigenza personale o lavorativa. Offre corsi e certificazioni informatiche riconosciute, che sono requisiti fondamentali per l’inserimento nel mondo del lavoro;
La patente europea EI PASS ha materiale specifico in base all’attestato informatico richiesto. Ogni corso Ei pass garantisce un tempo di studio gestibile in base agli impegni quotidiani e non è legato a sedi o orari. L’esame è possibile effettuarlo online.
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Nella riunione della Conferenza Stato Regioni è stato sancito l’accordo per la formazione relativo alle attrezzature di lavoro che dà attuazione all’art. 73, comma 5 del D. Lgs. 81/08.Infatti tale accordo è stato indicato da alcuni come l’accordo stato regioni attrezzature. Riguarda infatti molti aspetti della formazione ma anche uno piuttosto sottovalutato e cioè quello della formazione attrezzature accordo stato regioni. Quindi la formazione attrezzature di lavoro rivesto il punto che è stato maggiormente valorizzato da questo accordo dove si passa dal concetto di formazione a quelli di addestramento.
L’oggetto dell’accordo riguarda le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione.
Formazione obbligatoria:
L’accordo Stato Regioni per la formazione relativa alle attrezzature di lavoro si applica a:
Piattaforme di lavoro mobili elevabili
Gru a torre
Gru mobile
Gru su autocarro
Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (a braccio telescopico, industriali semoventi, carrelli/sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)
Trattori agricoli forestali
Macchine movimento terra (escavatori idraulici, escavatori a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
Pompe per calcestruzzo
Tabella della durata minima dei corsi
Attrezzatura
modulo teorico (ore)
Durata modulo pratico (ore)
Piattaforma di Lavoro mobili elevabili (PLE)
4
4 (PLE con stabilizzatori)4 (PLE senza stabilizzatori)6 (PLE con e senza stabilizzatori)
Gru caricatrici idrauliche
4
8
Gru a Torre
8
4 (gru a rotazione in basso)4 (gru a rotazione in alto)6 (gru a rotazione in basso e in alto)
Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo
Conduzione gru mobili(solo per gru mobili su ruote con falcone telescopico o brandeggiabile)
74
74
Trattori agricoli o forestali
3
5 per trattori a ruote5 per trattori a cingoli
Escavatori, pale caricatrici, terne, etc..
4
6 per scavatori idraulici6 per scavatori a fune6 per caricatori frontali6 per terne6 per auto-ribaltabili a cingoli12 per scavatori idraulici, caricatori frontali e a terne
Pompe per calcestruzzo
7
7
FORMAZIONE ATTREZZATURE DA LAVORO A TORINO
Il nostro ufficio formazione è a vostra disposizione al numero 011.822.7880