Cosa sono i Permessi Lavorativi e a Cosa Servono
I permessi lavorativi rappresentano un diritto fondamentale per i dipendenti, consentendo loro di assentarsi dal luogo di lavoro per brevi periodi, mantenendo o meno il diritto alla retribuzione, a seconda della tipologia e della normativa applicabile. Non vanno confusi con le ferie, che sono destinate al riposo e al recupero delle energie psicofisiche.
La funzione principale dei permessi è quella di conciliare le esigenze personali, familiari o di formazione del lavoratore con quelle aziendali, garantendo un equilibrio tra vita privata e professionale. Essi coprono una vasta gamma di situazioni, da eventi imprevisti a necessità programmate, e sono regolamentati sia dalla legge che dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL).
Permessi Retribuiti e Non Retribuiti: Le Differenze Chiave
La distinzione fondamentale tra i permessi lavorativi risiede nella loro retribuzione:
- Permessi Retribuiti: Sono periodi di assenza dal lavoro durante i quali il dipendente continua a percepire la normale retribuzione. La legge o il CCNL stabiliscono le condizioni e le motivazioni per cui tali permessi sono concessi. In questi casi, l’assenza non incide sul trattamento economico del lavoratore, né sulla maturazione di ferie, TFR e anzianità di servizio.
- Permessi Non Retribuiti: Si tratta di assenze dal lavoro per le quali il dipendente non percepisce alcuna retribuzione. Questi permessi sono generalmente concessi per motivi personali o familiari specifici, non coperti dalla normativa sui permessi retribuiti, e spesso richiedono l’accordo con il datore di lavoro. Durante i permessi non retribuiti, il rapporto di lavoro è sospeso e, di conseguenza, non maturano retribuzione, ferie, TFR e anzianità di servizio per il periodo di assenza.
Principali Tipologie di Permessi Lavorativi
La normativa italiana e i CCNL prevedono diverse tipologie di permessi, ciascuna con specifiche finalità e modalità di fruizione.
1. Permessi ROL (Riduzione Orario di Lavoro)
I ROL sono permessi retribuiti introdotti per ridurre l’orario di lavoro settimanale o annuale. La loro quantità varia in base al CCNL di riferimento e all’inquadramento del lavoratore.
- Chi ne ha diritto: Tutti i lavoratori dipendenti, sia a tempo pieno che parziale, secondo quanto stabilito dal proprio CCNL.
- Durata: Le ore di ROL maturano mensilmente e possono essere fruite a ore o a giornate intere. La quantità annua è definita dal CCNL (es. 56 ore annue per il CCNL Commercio con meno di 15 dipendenti).
- Come richiederli: Generalmente, è sufficiente presentare una richiesta al datore di lavoro con un preavviso minimo, come stabilito dal CCNL o dagli accordi aziendali. Possono essere fruiti individualmente o collettivamente.
2. Permessi per Ex Festività
Sono permessi retribuiti che sostituiscono le festività soppresse dalla legge (es. San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini, Santi Pietro e Paolo). Anche questi sono regolamentati dai CCNL.
- Chi ne ha diritto: Tutti i lavoratori dipendenti.
- Durata: Solitamente, ammontano a 32 ore annue, maturate a rate mensili (circa 2,66 ore al mese). Possono essere fruiti durante l’anno solare di maturazione o, se non goduti, retribuiti in busta paga.
- Come richiederli: Analogamente ai ROL, la richiesta va presentata al datore di lavoro con il preavviso previsto.
3. Permessi per Lutto o Grave Infermità Familiare
Questi permessi sono concessi in caso di decesso o grave infermità di un familiare stretto.
- Chi ne ha diritto: Lavoratori dipendenti in caso di decesso o grave infermità del coniuge, parente entro il secondo grado (genitori, figli, nonni, nipoti, fratelli, sorelle) o affine entro il primo grado (suoceri, generi, nuore).
- Durata: Fino a 3 giorni lavorativi all’anno per evento, anche non consecutivi. In caso di grave infermità, i giorni possono essere utilizzati per assistere il familiare o per provvedere alle cure necessarie.
- Come richiederli: È necessario presentare una comunicazione scritta al datore di lavoro, anche successivamente all’evento, allegando la documentazione che attesti il decesso o la grave infermità (es. certificato di morte, certificato medico).
4. Permessi per Diritto allo Studio
Conosciuti anche come “permessi studio”, sono concessi ai lavoratori che intendono frequentare corsi di studio o di formazione.
- Chi ne ha diritto: Lavoratori dipendenti che frequentano corsi di studio presso istituti pubblici o parificati, o corsi di formazione professionale riconosciuti.
- Durata: Il numero di ore o giorni di permesso varia in base al CCNL e alla durata del corso. Generalmente, si tratta di un monte ore annuo (es. 150 ore) che può essere utilizzato per la frequenza delle lezioni o per sostenere esami.
- Come richiederli: La richiesta deve essere presentata al datore di lavoro con un congruo preavviso, allegando la documentazione che attesti l’iscrizione al corso e il calendario delle lezioni o degli esami.
5. Permessi Legge 104/1992
La Legge 104/1992 prevede permessi retribuiti per l’assistenza a familiari con disabilità grave o per i lavoratori stessi che si trovano in condizione di disabilità grave.
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Chi ne ha diritto:
- Lavoratori con disabilità grave accertata (art. 3, comma 3, Legge 104/92).
- Genitori, anche adottivi o affidatari, di figli con disabilità grave.
- Coniuge, parente o affine entro il secondo grado di persona con disabilità grave.
- Parente o affine entro il terzo grado di persona con disabilità grave, qualora i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.
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Durata:
- Per il lavoratore con disabilità grave: 3 giorni di permesso al mese, frazionabili anche in ore (2 ore al giorno se l’orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore, 1 ora se inferiore a 6 ore).
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Per chi assiste un familiare con disabilità grave: 3 giorni di permesso al mese, frazionabili anche in ore. In alternativa, è possibile richiedere un congedo straordinario retribuito fino a 2 anni nell’arco della vita lavorativa, fruibile anche in modo frazionato.
- Come richiederli: La domanda va presentata all’INPS in via telematica, allegando la documentazione medica che attesti la disabilità grave. Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro la volontà di fruire dei permessi, con un preavviso che consenta all’azienda di organizzare l’attività lavorativa.
Novità 2025: La Legge 18 luglio 2025, n. 106
Il panorama dei permessi lavorativi in Italia si arricchisce di importanti novità con l’introduzione della Legge 18 luglio 2025, n. 106, che mira a fornire maggiori tutele ai lavoratori affetti da gravi patologie. Questa normativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore inclusione e supporto per i dipendenti che si trovano ad affrontare condizioni di salute complesse.
Congedo fino a 24 Mesi per Malattie Oncologiche, Invalidanti o Croniche
La Legge 106/2025 introduce la possibilità per i lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche, con un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%, di richiedere un periodo di congedo di durata non superiore a 24 mesi nell’arco della vita lavorativa. Questo congedo, pur non essendo retribuito, garantisce la conservazione del posto di lavoroper tutta la sua durata. Ciò significa che il lavoratore potrà dedicarsi alle cure e al recupero senza il timore di perdere la propria occupazione, un aspetto fondamentale per la serenità e la stabilità economica.
Permessi Retribuiti Aggiuntivi per Cure e Terapie
Oltre al congedo non retribuito, la nuova legge prevede anche l’introduzione di permessi retribuiti aggiuntivi specificamente destinati a esami, cure e terapie legate alle patologie oncologiche, invalidanti o croniche. Questi permessi si aggiungono a quelli già previsti dalla normativa vigente e dai CCNL, offrendo un supporto concreto ai lavoratori che necessitano di sottoporsi regolarmente a trattamenti medici. La durata e le modalità di fruizione di questi permessi retribuiti saranno definite in dettaglio da successivi decreti attuativi, ma l’intento è quello di facilitare l’accesso alle cure senza gravare economicamente sul lavoratore.
Questa legge rappresenta un importante riconoscimento delle difficoltà che i lavoratori con gravi patologie possono incontrare, promuovendo un ambiente lavorativo più equo e solidale.
Gestione dei Permessi in Busta Paga e l’Importanza del CCNL
La gestione dei permessi lavorativi si riflette direttamente sulla busta paga del dipendente. I permessi retribuiti, come i ROL, le ex festività o quelli previsti dalla Legge 104, vengono solitamente indicati in busta paga con voci specifiche che ne attestano la fruizione e la relativa retribuzione. È importante verificare che le ore o i giorni di permesso goduti siano correttamente riportati e che la retribuzione corrisponda a quanto dovuto.
Per quanto riguarda i permessi non retribuiti, questi comportano una decurtazione dalla retribuzione, proporzionale al periodo di assenza. Anche in questo caso, la busta paga riporterà le ore o i giorni di assenza e la corrispondente riduzione dell’importo netto.
L’importanza di consultare il proprio CCNL
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) riveste un ruolo fondamentale nella regolamentazione dei permessi. Sebbene la legge stabilisca le linee guida generali, è il CCNL di riferimento per il settore di appartenenza a definire in dettaglio:
- La quantità di permessi: Ogni CCNL stabilisce il monte ore o giorni di ROL e ex festività a cui il lavoratore ha diritto.
- Le modalità di maturazione: Come e quando i permessi maturano (es. mensilmente, annualmente).
- Le procedure di richiesta: I termini di preavviso, le modalità di comunicazione e la documentazione necessaria per richiedere i permessi.
- Eventuali permessi aggiuntivi: Molti CCNL prevedono ulteriori tipologie di permessi, non contemplate dalla legge, per specifiche esigenze dei lavoratori (es. permessi per donazione di sangue, per partecipazione a concorsi pubblici, per visite mediche specialistiche).
È quindi essenziale che ogni lavoratore conosca il proprio CCNL e lo consulti per avere un quadro completo dei propri diritti e doveri in materia di permessi. In caso di dubbi o discrepanze, è consigliabile rivolgersi al proprio ufficio del personale, al sindacato di riferimento o a un consulente del lavoro.
Questo articolo è stato redatto con l’obiettivo di fornire una panoramica chiara e completa sui permessi lavorativi in Italia, includendo le recenti novità legislative. Per informazioni più dettagliate e specifiche, si raccomanda sempre la consultazione delle fonti normative ufficiali e del proprio Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.